Monthly Archives: November 2011

il miracolo italiano

E' stato davvero un buon giorno, questo tredici novembre duemilaundici, il primo giorno senza il porcaccione.

Non so cosa succederà domani, dopodomani, dopodopodomani. Forse cose che non mi piaceranno, ma non importa, è la fine di un'epoca squallida e questo è sufficiente a renderci gioiosi, a farci brindare con gli amici, e a correre per le colline a tutta velocità, cantando un po' ubriachi e dicendo sciocchezze.

Spero che ora B. realizzi per noi il vero miracolo italiano, fottersi e morire insieme a tutti quei minorati mentali che l'hanno votato. Contemporaneamente, sarebbe stupendo, grazie, Piciù.

i risparmi

E' qualcosa tipo il dieci novembre, lo spread vola, e io metto in salvo tutti i miei risparmi, cioè dieci anni di questo blog.
Per la prima volta ieri notte, in preda ad un improvvisa urgenza, ho copiato su un altro sito tutto quanto io abbia scritto qua sopra dal dicembre del duemilaedue ad oggi. Mi sono resa conto che è una vita, non posso lasciarla in balia dei server, o di chicchessia.

Ecco, mentre mettevo in salvo il mio mondo, rileggendo in qua e in là ho ritrovato tra le righe la me stessa di dieci anni fa, e santodio, è talmente tenera che la abbraccerei, se solo potessi! Avevo un sacco di speranze, ero malinconica, ingenua, fiduciosa, scema. A quell'età ci rimani male se un amico di abbandona, ma non sai che quello non è un amico. Permetti a gente inutilissima di farti crucciare, e non ti rendi conto di quanto poco valga la pena, non sai niente, sei scema.

Ma se io mai avessi immaginato quanto ogni cosa sarebbe andata a posto, se avessi immaginato che al mondo esisteva la mia mezza mela con i semini al posto giusto, una cagnetta con cui dividere il letto, un soffitto azzurro, tre anni di felicità sparpagliati in ventiquattro paesi, una vita su misura per me, un letto ikea, se avessi immaginato che esistevi proprio tu, fatto così…
Ecco, se io l'avessi saputo, non mi sarei data pena per niente al mondo, me ne sarei andata a zonzo saltellando, e avrei detto a tutti "Là fuori c'è la mia mezza mela, voi siete solo delle stupide pere bislunghe, addio!", e mi sarei sentita terribilmente sollevata.

Piccola Elisa dei diciannove anni, ti ho messa in salvo, ti ho ricordata, ma non posso avvisarti. Torno al mio mondo di mele verdi, e ti aspetto.

Oggi sono scappata dal lavoro dicendo che avevo mal di pancia. E' un espediente ridicolo da scuola elementare, me ne rendo conto, ma con un solo sguardo al megafaldone di incidentistradalidelcazzo ho deciso che avrei avuto mal di pancia.

Così mi sono goduta le ore rubate portando al parco Polpetta, assaporando gli ultimissimi sprazzi di luce del tardo pomeriggio, fino a che non abbiamo dovuto strizzare gli occhi per vedere qualcosa. Si stava così bene a passeggiare senza meta con la bestia! Abbiamo persino fatto una caccona gigante davanti alla Chiesa che io ho raccolto malvolentieri.
In questi giorni il parchetto delle pisciatine è invaso da una meravigliosa distesa di foglie di pioppo, giallo brillante e a forma di cuore e Polpetta va matta per correrci sopra, farle frusciare e scricchiolare con le sue zampette veloci.

Il mondo fuori dalla finestra è ora piombato in un lugubre lago nero, e nonostante sia ormai novembre tira un'aria calda innaturale, un'aria da terremoto.
Ho voglia di guardare con te quel film su Sarajevo, berci il caffè al bar come tutti i sabato mattina, cenare al ristorante indiano, vederti con addosso il cappotto di mio nonno quando era più magro, ho voglia che il tempo rallenti un po' e smetta di fuggirsene via così.