allargare il pensiero aiuta

Oggi è quel classico giorno dopo-qualcosa, in cui la tensione si scioglie, i respiri tornano belli profondi, e la mente si rilassa godendosi ogni singolo attimo di quiete.
Era molto, molto tempo che non mi presentavo ad un colloquio di lavoro, e benchè un lavoro io ce l’abbia, l’idea di fare una figura da cretina non mi allettava particolarmente e mi aveva messa tutta in subbuglio. Invece è andata bene, nessuna figura da idiota, e persino un paio di risposte particolarmente brillanti che hanno suscitato nel mio serio interlocutore una certa aria soddisfatta.
Poi, probabilmente non avrò quel posto, sicuramente ci sarà stato qualcuno di molto molto più preparato di me, ma io sono uscita contenta e questo solo conta.
E’ stato piacevole, mi sono sentita brava, e ora ho la sensazione che se un lavoro mi interessa c’è una qualche possibilità di ottenerlo e non devo accontentarmi per forza.
Non devo nemmeno avere timore, perché intanto non è che possa succedere niente di così tremendo, e inoltre -ma questo forse lo capiremo solo io e te- da qualche parte tra Luangprabang e Vientiane, c’è qualcuno che ogni notte attende sul ciglio di una strada di montagna, l’arrivo di un certo pullman di seconda classe, un pullman lercio e pieno di formiche, stipato di persone assonnate che si sveglieranno per scendere e fare la pipì nascosti nella giungla.
Questa persona, per vivere, venderà a questi occasionali clienti zucche e banane, e lo farà alla luce di poche insufficienti candele, perché in questo luogo sperduto nel Laos più profondo, l’elettricità non c’è. Così i clienti non vedranno un benemerito niente, non vedranno le banane che comprano, e si capirà a malapena la differenza con un zucca, perchè è un dannato buio pesto, un buio nero, come noi non ne conosciamo più, e poi il pullman se ne andrà, ma il venditore sarà qui sul ciglio della strada anche domani, e dopodomani, sempre in piena notte, a trattare per pochi spiccioli con altri clienti occasionali e assonnati.

A fronte di tutto ciò, a fronte di questo faticoso laborio notturno, che diamine è un banale colloquio di lavoro?
Niente, da oggi in poi possiamo prenderla con spirito.

1 thought on “allargare il pensiero aiuta

  1. laseccaturadeibagagli

    Ieri, durante la seduta di yoga, l’insegnante mi ha detto con la sua vocina flebile: “Devi avere l’impressione che la tua colonna vertebrale si allunghi e si allarghi”. Non so se sia stata una pura suggestione, ma improvvisamente mi sono sentita meglio. E’ che allargarsi, secondo me, è sempre un beneficio: garantisce un’estensione di noi stessi in questo mondo! In bocca al lupo per il tuo colloquio, Elisa cara!

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