Monthly Archives: November 2012

2,080 settimane

Mica mi dispiacciono questi giorni non tanto freddi che ci fanno abituare con garbo all’inverno.
Non importa se poi la notte sogno l’Indonesia, Cuba e Buenos Aires, di giorno mi arrotolo compiaciuta nella coltre di foglie gialle, guanti vezzosi, e sciarpone cicciotte a cui faccio fare ben due giri.

Nel tragitto casa lavoro che compio com’è ovvio due volte al giorno in direzioni opposte, mi lascio andare a pensieri assorti che mi fanno arrivare a destinazione senza neppure accorgemene, come se a portarmi fosse un immaginario autista di quelli con la guida molto delicata che forse nemmeno esistono.
Ridendo e scherzando s’è fatto l’undicesimo inverno di questo blog, io ho 28 anni ma non mi sento nè grande nè niente. Mi accorgo della mia età solo per via degli impicci di salute delle persone a cui voglio bene, per via dei loro capelli bianchi, della loro stanchezza, e così via. Tutto il resto, dentro di me, mi pare immutato negli anni, per lo meno negli ultimi anni. Ho solo imparato a non perdere tempo con persone che non mi piacciono, a non bere vino cattivo e a non dimenticare di coprirmi il collo ai primi freddi. Ecco tutto.
Eppure, quando l’altra sera abbiamo realizzato insieme che fra quarant’anni appena avremo SETTANT’ANNI, non ne sono stata mica tanto contenta. Quarant’anni sono niente, io ne ho quasi trenta, maledizione, sono 2.080 settimane. Mi resta solo altra metà vita, ma che ingiustizia è?
Solo altra metà vita per fare tutto, e capire che lo sto facendo, vedere il mondo, fare qualcosa di buono, smettere di rimandare, come diamine si fa? Metà vita per stare con la persona che si ama è semplicemente una miseria.
Ti odio tempo che passi.

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una serra per l’inverno

L’albero delle marasche, nel giardino del nonno, è stato abbattuto. Dicono che era malato, vuoto, cavo, che era debole e non avrebbe fatto più frutti. Secondo me non è vero e ne avrebbe fatti ancora, perché li faceva da sempre, e un albero non ti delude così, a sproposito, un novembre qualsiasi. Niente, la gente non dà mai fiducia agli alberi, ed ecco, ora non ci saranno davvero mai più ciliegie aspre e amare da far sciogliere in bocca stringendo gli occhietti, non ci sarà più la ciambella con le marasche che ogni anno annunciava l’estate, ed io che l’amavo molto sono proprio triste.
Se un giorno avrò un terrazzo grandissimo o un giardino, vorrei piantarci un albero come quello, per farmi di nuovo  la torta e strizzare ancora gli occhi dal fastidio, ricordare il sapore, risentire l’estate che arriva..
Il mio terrazzo di ora, che è piccolissimo, è invece occupato per metà da una serra che hai costruito tu domenica pomeriggio per l’inverno delle mie orchidee, una serra che si spera le terrà al caldo, e farà loro affrontare il rigore di dicembre e gennaio e febbraio, cioè tutti i mesi che ci separano da una nuova tiepida primavera. La tua serra è portentosa e tiene al caldo i fiori e anche me, nel senso che mi fa sentire amata, anche se io non sono un’orchidea e per stare al caldo mi basterebbe la sciarpona di lana color magenta. Insomma, niente più marasche, ma tu hai costruito una serra per me, ecco tutto.

inopportunamente

Negli ultimi quattro anni ho utilizzato ogni singolo giorno di ferie per andare da qualche parte, li ho sfruttati tutti fino all’ultima goccia, con partenze strategiche e rientri al lavoro con l’aria frastornata dopo un’intera notte in treno, in traghetto, o passata sonnecchiando al Bar Italia di Londra in attesa di un volo delle 6 del mattino. Non ho mai, mai prima d’ora, passato qualche giorno di ferie semplicemente a casa, a riposare, ciambellare, fare niente, come la maggior parte delle persone fa abitualmente.

Perciò questa è ufficialmente la primissima settimana della mia vita di ferie casalinghe, e devo confessare che me la sto godendo magnificamente.
Che gioia svegliarmi e sapere che non devo fare NULLA niente di niente, che posso invitarti a casa mia a pranzo, che posso leggere sdraiata sul letto alle tre del pomeriggio, che posso gironzolare per negozi, e addirittura stare in pigiama fino a sera, scandalosamente, indecentemente, inopportunamente!
Poi c’è barack obama rieletto presidente degli stati uniti, novembre con il sole, cose famigliari che danno pensieri, la cagnetta che andrebbe lavata, una amica nuova così stranamente simile a me, il cinema, il pastis, David bowie che canta in italiano, la sciarpa di lana rossa e bordeaux, voglia di piumoni, cose semplici, tepore.