Monthly Archives: December 2012

miraggi

Le magie della memoria sono infinite e insondabili. Oggi per esempio, improvvisamente e senza alcun motivo particolare, ho ripensato al meraviglioso riso al basilico, lo stesso aromatico e delizioso riso al basilico che la scorsa estate, a Sukhothai, ha interrotto due giorni di digiuno assoluto curando il mio stomaco sottosopra meglio di qualsiasi medicina al mondo.
Quanto lo pagherei, oggi che pure il mio pancino sta benissimo, un piatto di quegli eleganti chicchi allungati che odorano di pane, conditi solamente con foglioline di basilico thailandese e qualche goccia di lime!
E’ un piatto esotico, molto comune nel sud est asiatico, ma eppure così famigliare anche al nostro palato, così odoroso di “casa” e di buono.
Ci sarebbe bisogno anche qui, anche senza gastroenterite del viaggiatore e senza caldo indocinese, di un cibo così accogliente, fragrante, delicato e curativo, lo desidererei da morire.
Anche perché abbiamo passato giornate frenetiche e un po’ difficili, e adesso il pensiero di questo riso, anzi, oserei dire il miraggio di questo riso, mi dà la forza di volontà per sopportare tutto l’ambaradàn scoccioso del lavoro, e
arrivare sana di mente alle vacanze.
Sempre che stanotte non sia finito tutto, ovviamente <;3

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dicembre

Fleet Foxes – Helplessness Blues

Mi siete mancate, gelide e limpidissime mattine di dicembre. Mi siete mancate ma ora siete qui ed io scodinzolo, vi faccio la festa, vi accolgo come se avessi cinque anni, con il naso schiacciato al vetro che immediatamente si appanna e fa scomparire ogni cosa.
E insieme a voi è arrivata anche la primissima neve dell’anno, le strade della città deserte, il cinema due volte a settimana, e le partite a backgammon in un bar di vecchietti in cui, chissà poi perché, di sottofondo scorre musica adatta a noi.
Niente più calici di Gewürztraminer seduti accoccolati sotto al portico tra le case del ghetto, c’è un tempo per tutto. E’ l’inverno di questa città in cui sono nata e che amo profondamente perché solo una persona senza cuore potrebbe non amarla, è la magia di svegliarsi con il mondo coperto di bianco, pensare agli amici a Berlino, progettare un viaggio al caldo, sperare che la serra funzioni e le orchidee ce la facciano, darsi malati, stare a letto tutto il pomeriggio, cucinare lasagnette vegetariane come se non ci fosse un domani, e soprattutto riposare, allentare i consumi, andare in letargo come un orso, o uno scoiattolo, o una volpe.

 

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