casa

Da quando tutti sono partiti per il Salento e sono rimasta sola a casa con la cagnetta, mi sembra che le giornate siano lunghissime e lente come forse lo erano solo le giornate d’estate di tipo quindici o venti anni fa, all’epoca del quaderno dei compiti da riconsegnare a settembre compilato in ogni sua parte. E intendo piacevolmente lunghe, come se mi permettessero di vivere di più, e meglio. Certo, per onestà dovrei dire che tu stai spessissimo qui con me, diciamo quasi sempre, e che quindi questa è più una specie di pre vacanza piuttosto che una vera solitudine casalinga, ma insomma, il succo è che abitare quasi da sola mi fa sentire felice.
Mi assaporo i tempi dilatati dei pomeriggi, faccio la spesa insieme ai vecchi del quartiere fermandomi un quarto d’ora a consultare le etichette, le scadenze, gli ingredienti. Porto fuori Polpetta quattro volte al giorno, non mi separo mai da lei, le cambio l’acqua ogni mattina, la portiamo con noi ovunque, e quando tu stai a dormire o a cenare qui mi pare di essere la regina di un castello, e la casa mi pare più grandissima e bella di sempre. Che scema, okay.
Inoltre fra due giorni ci aspetta l’Indonesia, l’emisfero sotto l’equatore, e io sento davvero uno brivido o qualcosa di simile.

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