Sono seduta sulla finestra, abbarbicata sul tetto, con i piedi nudi appoggiati sulle vecchie tegole ancora tiepide di sole. È aprile e l’aria sa di buono, di fiori e di foglie giovani, di bucato e di erba tagliata nel giardino qui sotto. Mi pare il posto più bello del mondo questo mio affaccio sulla città, mi meraviglio di non averci passato molto più tempo, negli anni già trascorsi in questa casa. È un punto di vista meraviglioso: oltre i tetti, oltre l’assurdo campanile rosa e indaco della chiesa di via Castiglione, ci sono i colli, San Michele in Bosco, e alla fine di tutto un bel cielo violaceo e le rondini impazzite.

e questo vento caldo, confortante anche alle sette di sera, il vento più buono dell’universo.

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