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wanderlust ♥

Io non lo so che vita avrà, ma intanto è nato ed è già una grandiosa notizia. Il nostro sito di viaggi e viaggiatori ha visto la luce, e e secondo me  ha un nome bellissimo. Lo so che è ancora acerbo e sgraziato, sarà forse una sindrome genitoriale, ma io gli voglio tipo già bene. Buona fortuna, piccolino!

applausi pliiizz

Signore e signori,
posso annunciare ufficialmente che questo blog ha appena compiuto 4 anni.
Applausi plizzz.

E’ l’una e cinque del ventuno dicembre duemilasei e urge un brindisi, ma prima sono in dovere di annotare per i posteri che dopo dieci minuti di invani e confusi tentativi di aprire la bottiglia del bailey’s  ho convenuto di ripiegare su un amaretto qualsiasi.
Cosi’ ora bevo lentamente e schiocco la lingua sul palato soddisfatta del misto dolce-amaro del liquore, e intanto penso al giorno che ho iniziato a scrivere qui sopra che mi sembra sperduto nella nebbia della memoria, come irragiungibile.
Migliaia di fatti, fattucoli, infatuazioni, aneddoti, desideri, scelte giuste o sbagliate, libri, persone, sogni, delusioni, canzoni, e tutto per ritrovarmi qui stanotte senza un briciolo di sonno e una marea di sogni da sedicenne…che traguardo!
In realtà se mi concentro tantissimo (ma proprio tantissimo) mi viene in mente che millequattrocentosessanta giorni fa ero una svogliata liceale mentre ora mi mancano una manciata di esami alla laurea, ma è come se non fosse cambiato molto, somiglio incredibilmente alla me stessa di ieri.
Caro il mio blog, ti chiedo scusa per tutte le futilità di cui ti ho riempito e mi dispiace tanto se invece di diventare una promettente intellettuale o una spericolata viaggiatrice ti ho condannato ad un destino di scemate e resoconti di avventurette da ciambella.
Ora che ho brindato al mio blog e mi sono scusata con lui, è forse ragionevole che io mi metta a letto, mi legga qualche pagina di Pessoa e poi tenti di dormire sperando in uno di quei sogni di zucchero a velo che fanno svegliare allegri.

intitolabile

Ultimamente la mia vena letteraria-compositiva è in riposo, diciamo che se n’è andata in vacanza, e il risultato è che scrivo davvero poco e male.
Potrei raccontare del pomeriggio al Parco dei gessi col ricciolino, o della partita di oggi al Dall’Ara con il sole che cuoceva il cervello e l’aria d’estate tutta intorno, ma non mi va, non mi riesce. 
Farei, come troppo spesso ultimamente, un banale elenco di fatti e fattucoli senza riuscire a comunicare un bel nulla e piuttosto preferisco astenermi.
Vorrei solo appuntare a postuma memoria che va tutto piu’ o meno bene, che non ho la forza di volontà per aprire il manuale di Diritto Costituzionale, che fa finalmente caldo e che da quando se n’è tornata a casa mi manca terribilmente Sara, i nostri caffè, le chiacchere sceme.
Del resto ho solo voglie e accumuli di desideri da realizzare, brama d’estate, di colli bruciati dal sole, di birre fredde in piazza Santo Stefano, di mare, di bianco calce.
Null’altro di rilevante.

Mi è preso uno di quei periodi in cui tento migliaia di volte di iniziare a scrivere sul blog senza mai concludere nulla.
Scrivo quattro, cinque parole, e le cancello finchè non mi rassegno all’impossibilità di esprimermi, rimandando fiduciosa al giorno successivo.
Il giorno successivo ovviamente nulla è mutato, e anche oggi nulla sarebbe mutato rispetto a ieri, ma mi sto imponendo di mettere insieme qualche frase per far cessare questa sottospecie di embargo emotivo.
Me ne lamento, ma in fondo sono felice di aver sempre un posto dove correre, una lezione da frequentare, un appuntamento, un film da vedere cinema, un giretto per negozi da fare, qualcosa da ritirare alla copisteria e ancora altre mille lezioni di spagnolo, statistica o relazioni internazionali a cui andare. Sono certa che se avessi più tempo lo perderei mangiando biscotti accompagnati ad inutili "perchè?".
L’idea di un qualcuno che non c’è più crea un vuoto incolmabile, un buco nero di cui non trovi nè capo nè coda.
Cosi’ scaccio i pensieri dalla testa e mi dico che la vita è così, che c’è poco da domandarsi, e quasi me ne convinco.
Ma sono molte notti che dormo male e faccio sempre sogni brutti d’ogni genere, e mi sveglio che muoio di caldo e mi batte il cuore dall’angoscia.   Immagino passerà e comunque, me ne saranno tutti grati, non ho piu’ intenzione di scrivere una riga a riguardo.

Fare un riassunto delle giornate passate non è il caso, ma ci sono stati un pomeriggio di sole e vento fortissimo sui colli con il ricciolino, la Polpetta, Marci, Luis e Pizzo,  molti caffè del pomeriggio, san valentino e i regalini,  Munich al cinema e mille mila lezioni universitarie.
Le cose quotidiane quindi, a parte tutto, vanno abbastanza bene.

merry christmas #4

Ebbene si, il QUARTO natale di questo blog è arrivato e da brava ciambellina meritevole quale sono ho ricevuto dei regali bellissimi, tra i quali il più meraviglioso in assoluto da parte del ricciolino: il tostapane di hello kitty, il mio sogno proibito!!!
Domani ci sarà il classico ed enorme pranzo dai nonni, i tortellini, il pignoletto di Riosto, la Polpetta con il fiocco rosso al collo, e tutto il resto che fa da annuale contorno.
Seppur in senso molto pagano, adoro questa festa e ci tenevo ad augurare a tutti voi che passate di qua per caso o per affetto,

un buon natale!

capelli, brilli e pigrizia

Ieri mi sono tagliata i capelli corti e mi sono sentita subito meglio, perchè vedere cadere le ciocchette è come fare un reset, dà un vago ed inspiegabile senso di sollievo.
Sono uscita da Galleria Cavour saltellando e appiccicando il naso alle vetrine ricchissime di Cartier, Luis Vuitton e Bulgari, tutte oro e lusso sfrenato, sognando di farmi ricoprire di brilli come la Comtesse Ljuba Rizzoli sulle pagine di Vanity Fair.
So che non scrivo da qualche giorno, ma ci ho provato moltissime volte senza riuscirci. Iniziavo post noiosi e poi per buongusto li cancellavo immediatamente, evitando di intasare il blog di inutilità peggiori di quelle che già ci sono. Non che non succeda nulla, ma non sono capace di raccontare, non ne ho voglia e non mi riesco a concentrare sui fatti.
Sto passando giornate pacifiche, che mi scappano dalle mani in un battito ci ciglia, senza traumi, senza emozioni entusiasmanti, sfighe, o fortune inaudite.
Da lunedi devo mettermi a studiare Storia del Mediterraneo e ne ho persino voglia, o per lo meno ho voglia di andare tutti i giorni in università a gironzolare con il mio tipico fare da ciambella tra la sala studio e il Caffè dei Servi.
Mi sono accorta che è stato un bene non cercare un lavoro per questo natale, sono stanca, sfaticata, pigrissima,e dei soldi non mi importa nulla.

Chiunque voglia la Polpetta sindaco di Bologna può votarla
in questo discusso (e discutibile) sondaggio .

fotogrammi

E’ notte da poco, ho Nick Drake che mi sussurra nelle orecchie Things behind the Sun e penso che sono passati tre anni interi da quando ho iniziato a scrivere qua sopra. Non riesco neanche a figurarmi in un sol colpo tutto quel che mi è successo, tutte le certezze che si sono sfracellate, quelle nuove che sono nate impavide della fine che potrebbero fare, le persone che ho amato, quelle che ho odiato, i posti che ho visto e di cui mi sono innamorata, le notti luminose di Barcellona, il Mare gelido del Nord, gli esami, i libri, i momenti da mettere nell’archivio speciale, le canzoni, la pioggia che ho bevuto, il sole che mi ha fatto venire le lentiggini, il salto nell’acqua celeste di Palinuro, l’amicizia, tutti i momenti precisi in cui ho pensato che la felicità fosse una cosa da niente di facile reperibilità, tutte le volte in cui m’è sembrato di essere troppo fragile per sopportare la vita e poi non era vero, gli angoli della mia Bologna, tutte le volte che ho avuto paura di qualcosa e poi sono sopravvissuta.
Oltre a vivere questo insieme di fotogrammi non credo di avere imparato granchè, non ho scritto libri generazionali di successo e non mi sono neppure imbarcata con Greenpeace come mi auguravo a quindici anni.
Ho dato qualche esame ben riuscito, scattato alcune foto carine, lavorato di tanto in tanto, e ho tenuto in vita una piantina grassa con i fiori rosa che mi ha regalato ivan. Ho amato molto, perchè questo mi riesce bene, anche se nel mio modo un po’ infantile e fesso e sono anche stata amata molto.
E’ un elenco breve ma oggi ne vado soddisfatta, forse a torto chissà.  Sono stati tre anni belli, non sono più la ragazzina del liceo che ero, ma non l’ho persa. Mi guarda sogghignando come fossi dentro Tre Ragazzi Immaginari.