Category Archives: di quel che sta intorno

tosse, dipendenze e disordini

Sono a casa da scuola perchè apparentemente malata, tormentata da una insopportabile tosse, drogata di fluimucil, e quindi con un sacco di tempo da perdere.
In questi ultimi due giorni di convalescenza ho comprato online un bellissimo cardigan di lana color rosa antico, un paio di scarpe inglesi da maschietta, e uno skinflash di dior. Poi ho nel carrello virtuale due costumi da bagno ovviamente bellissimi, però per ora ho resistito e stanno lì.
Attendo inoltre un maxi maglione color verde smeraldo e una crema inglese specialissima tutta naturale. Me dipendente!

Ma oltre a fare acquisti in maniera colpulsiva mi sono anche occupata di guardare tutto il teatro messo in scena alla Camera per la mozione di sfiducia al governo, e tutto il caos messo in scena invece dalle forze del disordine per le strade di Roma.

Non è assolutamente priva di fascino, per esempio, la questione dello sbirro quasi linciato, coccolato e difeso da un altro sbirro vestito da black block, sotto lo sguardo protettivo di un terzo sbirro vestito da gggiovane, con in mano manette e manganello che fino a poco prima stava sfasciando tutto e aizzando la folla.
Fa quasi tenerezza perchè nessun vero giovane si vestirebbe mai a quella maniera! Sembrano usciti da una fiction di Rai Uno sugli adolescenti che fumano gli spinelli!
A forza di arrovellarmi ho capito che lo stipendio in effetti se lo guadagnano: è proprio un lavoro dimmerda.

testamento biologico

Questo è un paese infelice. E intendo infelice in contrapposizione all’aggettivo felice che accompagna la parola paese quando ci si riferisce ad un luogo in cui l’uomo possa esercitare la sua felicità.
E’ un paese di ipocrisie, dove per decenni la buona borghesia, il più delle volte dichiaratamente cattolica, è andata all’estero a esercitare gli stessi diritti che qui negava alla gente qualunque.
Si andava all’estero per abortire, per morire dignitosamente, per mettere al mondo bambini con tecniche utilizzate in tutto il mondo ma qui negate. Si andava e purtroppo si va.
In questo paese di ostentata religiosità, si può tutto ma in silenzio. Di nascosto, dissimulando.
Vuoi morire con dignità? Va bene, ma non fare troppa cagnara, non attirare l’attenzione, fallo e basta, con la compiacenza di un medico amico, con la solidarietà umana di un qualcuno.

Questo è un paese infelice perchè permettiamo a gente la cui condotta morale è vergognosa, di farsi portatori di un valore che non è di nessuno, se non di chi lo possiede.
Con la bandiera della vita in mano sfilano sul palcoscenico politico i peggio puttanieri, mafiosi, ladri, corruttori, porci, preti pedofili. L’elite al contrario del paese, tutta impegnata ad urlare in faccia ad un padre che da diciassette anni si occupa di una figlia morta cerebralmente, che lui vuole ucciderla, e oltretutto facendola soffrire.

La verità è che tutti questi politicanti che trasudano grasso e sporcizia, si stanno chiedendo perchè mai questo pazzo non abbia fatto come fanno tutti, perchè non abbia portato la figlia in Svizzera come avrebbero fatto loro, e risolto alla solita vecchia maniera il solito vecchio problema.
Già, perchè il Signor Englaro non ha portato la figlia in Svizzera?
Me lo sono chiesta per un pò,  e ho capito che ogni tanto, diciamo su centomila persone normali, ce n’è una diversa dalle altre, ce n’è una a cui interessa che il paese in cui vive sia un paese migliore.
Lo dovremmo abbracciare tutti, gli dovremmo tutti scrivere quanto gli siamo riconoscenti per la battaglia civile che sta facendo, per questi diciassette anni di sofferenze, delusioni, insulti.

I nostri poltici, nella loro schizofrenica visione di un mondo incentrato sulla loro poltrona, inscenano il loro circo disgustoso, atteggiandosi a padri di famiglia amorevoli e pii, come se fossimo ancora in un fantomatico 1950, con lo spauracchio comunista a turbare i sogni delle cattolicissime casalinghe italiane.
Mi fanno vomitare, e mi fanno incazzare, perchè a loro non frega niente di Eluana Englaro, o dello sconosciuto signor nessuno immobile su un letto, gli frega solo di recitare bene la parte, e contentare i monsignori.

Voi, i vostri decreti sceneggiata, le vostre facce false, vi dovreste vergognare. Mai che vi prendiate una cazzo di responsabilità di ammettere che il mondo non è a vostra immagine e somiglianza. Mai che facciate il vostro dovere.

Se il Presidente della Repubblica firma quel decreto io appendo uno striscione alla finestra, lo venissero a togliere. Non si rispettano neanche più le sentenze? Lo stato di diritto dove dannazione è?

Ah, lo scrivo qui, nel caso un giorno ci fosse un qualche dubbio sul mio desiderio o meno di stare su un letto diciassette anni: non voglio, grazie.

i dettagli, i dettagli…

Ci sarà un giorno in cui qualcuno mi spiegherà perchè dobbiamo continuare a sobbarcarci i costi esagerati di una compagnia aerea, ma non solo, che ha le tariffe più indecenti sul mercato, e i cui manager hanno beneficiato di stipendi milionari per il grande merito di averla mantenuta in perdita costante, e i cui dipendenti sono stati per decenni vezzeggiati e coccolati e viziati con una marea di benefit e privilegi a dispetto del disastro economico in cui l’azienda era incastrata.

A parte questa domanda cruciale, che non mi dà pace, questa mattina aprendo gli occhi mi sono trovata sulla testa il soffitto azzurro. In quel momento mi sono ricordata in che senso i dettagli possano fare la differenza.

un bello schifo.

Il ciccione, a quanto pare grandissimo credente (???), chiama assassine le madri che per milioni di motivi tra i quali il non certo banale non-desiderio di maternità decidono di abortire, la polizia entra in ospedale e interroga una donna ancora sotto anestesia che manco con bernardo provenzano…
Ecco, io sono schifata, tutto cio’ è già bene noto, ma resta comunque indecoroso di un paese decente.

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/napoli-aborto/commento-aspesi/.html

"…Ciò che è impressionante in questa offensiva lunatica è che tutti quei raduni di alte gerarchie in veste nera e zucchetto cremisi, tutte le perorazioni di agguerriti e spesso mendaci predicatori cosiddetti laici, avvengono tra maschi.
A parte qualche sporadica donna (Binetti, Scaraffia, Tamaro, e altre) è soprattutto maschile la piccola folla che vuole decidere su qualcosa che riguarda solo il corpo della donna, il suo cuore, il suo futuro, il suo legame col figlio. Una sofferenza, un senso di impotenza, una paura che gli uomini non conosceranno mai, per cui alla loro spietata etica in difesa astratta di una generica vita, dovrebbe sovrapporsi il rispetto per chi sceglie di non diventare madre, di non volere mettere al mondo un figlio non desiderato o casuale cui non potrà assicurare il necessario amore.

Questi paladini di qualcosa che chiamano vita soprattutto pensando di dare lustro politico alla loro, sanno poco dei tempi, sino a qualche decennio fa, in cui gli uomini erano bravissimi a far di tutto per portare a letto una ragazza, a lasciarla disgustati perché un gentiluomo sposa solo una vergine e, nel caso la sedotta pasticciona rimanesse incinta, a lavarsene le mani, nell’approvazione generale: ‘Non sono stato io!’ era il nobile grido…."

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

Quando ho sentito Mastella decantare una poesia di Neruda che Neruda non ha mai scritto, mi è venuto da ridere e ho finalmente capito che io non posso guardare i politici parlare in tv perchè poi gli rispondo, ci parlo, li correggo, concordo, sconcordo, e li apostrofo con una tale sagace e perfida ironia che è veramanete un peccato cada nel vuoto.
Mi sono scocciata di essere passiva, Grillo è un furbo deficiente, ho la nausea, quindi devo sfogarmi: allora ho scritto una lettera a Mastella, una a Prodi, una a Pecoraro e una a Veltroni.
Lettere di quelle col francobollo, intendo, tre delle quali poco gentili, ed ora mi sento moltissimo meglio, quasi non m’importa che le leggano, sono proprio soddisfatta. 

uccidete la democrazia

Prendo a prestito il titolo del brutto documentario di Deaglio, non certo per stima o altro, ma perchè è perfetto e non mi sarebbero mai venute altre parole.
Va bene, lo so,  in Italia ha sempre funzionato cosi: per una strana convenzione si è sempre ritenuto normale che governi eletti per compiere la loro leglislatura durassero cinque, otto, dieci mesi.
Si è sempre accettato che personaggi da operetta buffa, come un Mastella, un Bossi, o un Diliberto, potessero tenere in scacco una maggioranza che è stata voluta da metà del paese.
Io tutte queste cose le so, e tralascio i miei commenti su cosa penso di questa legge elettorale e cosa penso dei politici italiani che forse credono di sedere in una assemblea di classe anzichè nel Parlamento della Repubblica…però una cosa volevo scriverla: sono così stanca.
Stanca di guardare i talk show di Vespa, di Matrix, del Ciccione, e persino Ballarò. Stanca di leggere sui giornali quello che avete o non avete fatto, stanca di andare al seggio a mettere una croce su una lista che avete già compilato voi, stanca di ascoltarvi, di rispondervi a voce alta come se mi poteste sentire, e qualche volta persino di credervi…
I governi BIS, i ribaltoni, i trasformismi, gli idealismi sbandierati e mai sentiti.
Uccidete la democrazia ogni giorno, tutti i giorni, e credo proprio che abbiate iniziato a darmi la nausea.

www.repubblica.it/2007/02//politica/governo-battuto//serra-amaca.html

dell'intelligenza politica (quando manca)

Stanotte è stato giustiziato Saddam Hussein, io sto andando al lavoro e non ho tempo di dire quello che penso, ma ho appena letto su Repubblica un articolo di Vittorio Zucconi che è come se l’avessi scritto io se ne fossi in grado…per cui ecco il link
http://www.repubblica.it//esteri/iraq-104/zucconi/comme-zucconi.html