Monthly Archives: January 2003

gli arrivati…o arrivé…..blaeh…Ogni anno mi dico: non li voglio vedere, non li voglio conoscere questi nuovi fenomeni da baraccone, questi nani obesi fichette ochette caprette figoni belloni maschioni che ci sbattono in ogni canale a tutte le ore del giorno e della notte e dicono “FEDRO DEL GRANDE FRATELLO” “CLAUDIA DEL GRANDE FRATELLO!” neanche fosse un titolo nobiliare. Che schifo la tv.

Il contatore delle persone online in questo momento segna quasi sempre 2. Secondo me non funziona tanto bene perché non e’ possibile che qui ci siano sempre due persone. Comunque i colori verdi che ho di sfondo mi rilassano la vista. La mia compagna di banco ha 38 di febbre e nemmeno io mi sento molto bene: si deve essere realizzato l’unico desiderio idiota che avevo espresso, PRENDERE L’INFLUENZA. Ecco la fregatura.
A markus non so cosa scrivere. Cosa bisogna fare quando amico non sembra proprio piu’ lui e in piu’ sta a migliaia di kilometri dalla tua città e ha una vita nuova che pare assorbirlo del tutto? Non mi sento affatto bene. Il bologna in classifica fa schifo e io ho solo voglia di andare a Treviso a vedere Van Gogh. Credo di aver compreso che cosa é che mi fa sempre vivere le cose cosi’: so cosa pensano gli altri (forse anche perché sanno fingere male) immagino i loro pensieri, la loro Noia e tutto, e finisco per avvelenarmici. L’unica cosa che so fare in genere e’ comprendere le persone, e questa cosa non risulta sempre un gran vantaggio.

Gianna Gianna aiutami te.. Sono stanca e ho i brividi. In un certo senso vorrei ammalarmi, predere l’influenza e starmene qui a letto, tutto il giorno. Sto per piangere senza motivo, o meglio: sto piangere per i motivi piu’ disparati (le due cose appaiono simili). Piango perché tremo, piango per la povera Gianna, piango per la mail che mi ha mandato markus che non riesco a sentir vera anche se lo vorrei piu’ d’ogni altra cosa, piango per paolo che ieri era triste anche se non lo ammette tanto bene, piango per le cose belle che ho e che non ho un’amica abbastanza amica a cui raccontarle, piango perché non so dipingere e non so neppure scrivere storie, piango per la miriade di ingiustizie e piccoli fastidi che costellano l’Esistere. Vorrei un’amica, vorrei un’amica, vorrei un’amica…. Da qualche parte mi avevano raccontato che se uno ci spera molto poi il desiderio si realizza e invece non succede quasi mai.

All’arte fiera un qualcosa diventa arte quando entra nel padiglione espositivo. Non importa cosa essa/esso sia. Pulcini imbalsamati con i cerotti sulle ali, enormi blocchi laccati e privi di forma, reti metalliche intrecciate. L’arte contemporaneaa che si bulleggia d’assassinare l’arte vera. Non posso decidere io cosa sia o cosa non sia arte, lo ammetto, ma ci sono dei limiti! Linea, colore, armonia, senso o non-senso, significato, fantasia, bellezza, estetica….QUALCOSA CI DEVE ESSERE….almeno una di queste cose no?? Una almeno! ——–Bene, mi riprometto che prima di crepare farò esporre un “elisina” all’Arte Fiera. Faro’ il possibile.———–Sono stanca sfinita, e insisto a stare qui solo perché non vorrei cedere tanto presto alle grinfie appiccicose del sonno. Sto leggendo la Noia, di Moravia, e mi pare sia bello, sul genere dell’Amore coniugale, che mi aveva lasciata stranita.———-Intanto ho ideato il titolo della mia tesina d’esame: “il rapporto tra gli intellettuali e i regimi totalitari”. Mmmmmm….forse non e’ questa grande idea.Mah, ci penso su.—————————Paolino non esser triste, veh…

Metto qui sopra l’immagine di un dipinto di Chagall bellissimo. Tocco e ritocco il mio blog, cambio cento volte musica, sfondi, colori, link, e cerco di adattarlo a come sto io. Si potrebbe quindi desumere che sto bene, ora, no? Fede mi ha regalato un barattolino di minestra Campbell’s che fa bella mostra di fianco al suo dipinto “Fuzzy”. Penso che mi sento Pop Art e che domani qualunque schifezza di opera d’arte vedro’ alla Fiera, mi farà impazzire. Il Bologna ha fatto schifo, oggi. Una partita abominevole, ma almeno non era freddo. Sono bella contenta…

Va bene basta, non me ne frega niente che e’ morto Agnelli…ok? Adesso Umbertino e nipotino eccetera venderanno la Fiat ad una multinazionale di caramelle dietetiche, e alla fine chi ci rimetterà sarà sempre la solita gente. Scrivo questo appunto unicamente per onestà STORICA, ok?