Monthly Archives: February 2006

uffi

Ho fatto fughino da statistica come una scolaretta svogliata, ma non me ne vergogno.  Intanto piove senza convinzione ma con solida pazienza da giorni e giorni, ed è anche tornato freddo. Con questo cielo grigio e la gocce che segnano le finestre sto bene, ma darei qualsiasi cosa per essere nel mio letto con addosso la trapunta azzurra a farmi caldo, e la Polpetta arrotolata affianco come un micio. Mi crogiolerei nel suo ronfare ripetitivo, nei suoi fischietti e borbottii ormai tanto amati e poi guarderei fuori diventare buio e mi sentirei davvero a posto col mondo.

E invece sto sotto queste luci al neon della biblioteca, con i brividi che salgono su il collo e il mal di stomaco. Uffi.

Mi è preso uno di quei periodi in cui tento migliaia di volte di iniziare a scrivere sul blog senza mai concludere nulla.
Scrivo quattro, cinque parole, e le cancello finchè non mi rassegno all’impossibilità di esprimermi, rimandando fiduciosa al giorno successivo.
Il giorno successivo ovviamente nulla è mutato, e anche oggi nulla sarebbe mutato rispetto a ieri, ma mi sto imponendo di mettere insieme qualche frase per far cessare questa sottospecie di embargo emotivo.
Me ne lamento, ma in fondo sono felice di aver sempre un posto dove correre, una lezione da frequentare, un appuntamento, un film da vedere cinema, un giretto per negozi da fare, qualcosa da ritirare alla copisteria e ancora altre mille lezioni di spagnolo, statistica o relazioni internazionali a cui andare. Sono certa che se avessi più tempo lo perderei mangiando biscotti accompagnati ad inutili "perchè?".
L’idea di un qualcuno che non c’è più crea un vuoto incolmabile, un buco nero di cui non trovi nè capo nè coda.
Cosi’ scaccio i pensieri dalla testa e mi dico che la vita è così, che c’è poco da domandarsi, e quasi me ne convinco.
Ma sono molte notti che dormo male e faccio sempre sogni brutti d’ogni genere, e mi sveglio che muoio di caldo e mi batte il cuore dall’angoscia.   Immagino passerà e comunque, me ne saranno tutti grati, non ho piu’ intenzione di scrivere una riga a riguardo.

Fare un riassunto delle giornate passate non è il caso, ma ci sono stati un pomeriggio di sole e vento fortissimo sui colli con il ricciolino, la Polpetta, Marci, Luis e Pizzo,  molti caffè del pomeriggio, san valentino e i regalini,  Munich al cinema e mille mila lezioni universitarie.
Le cose quotidiane quindi, a parte tutto, vanno abbastanza bene.

dell'insopportabile

La mancanza di una persona che non c’è più è talvolta tollerabile.
Magari stava male, magari era anziana, magari faceva una vita che vita non era più.
Ma quel che è successo in queste ultime giornate tristi non ha nulla in sè di tollerabile.
E’ piuttosto la mancanza inspiegabile, l’impossibilità di rassegnarsi all’evidenza, l’insopportabile sensazione che niente sarà più uguale a prima, a ossessionare i miei non-sonni, e a farsi sentire continuamente durante la giornata.
Una parte limpida della mia vita se n’è andata per sempre insieme alle parole di speranza e fede del prete, parole che purtroppo per chi non ha nè speranza nè fede, non sono altro che ennesimo dolore.
Vedere lo spazio aperto, pronto ad essere utilizzato, sopra la tomba dei miei bisnonni mi ha atterrita, e mi sono sentita come se qualcuno avesse sostituito la pellicola del film a metà del secondo tempo.

Il buon prete non ha alleviato nulla, e mi chiedo veramente che senso abbia la vita per chi come me non crede.

lezioni

Venerdi’ ho dato l’ultimo esame della sessione che però non so ancora com’è andato.
Ho avuto appena due giornate tranquille e poi da domani ricomincia il tran tran delle lezioni, delle corse in qua e in là per non fare tardi, dei colpi di sonno stratosferici delle due del pomeriggio.
Ma ci saranno Sara, Claudia, Luis, e poi nonostante tutto amo la vita universitaria piu’ di qualsiasi altra cosa al mondo e sono felice di questo anno proficuo.

della libertà

Il polverone che si è sparso per il mondo sulla questione delle vignette in cui è rappresentato Maometto mi inquieta parecchio.
A parte il fatto che la rappresentazione grafica del profeta è stata realizzata ugualmente milioni di volte (vedere link), mi inquieta l’idea della violenza verbale e fisica cui si sentono autorizzati i musulmani ripresi mentre bruciano le bandiere danesi e francesi, mi inquieta l’idea che qualcuno si arroghi il diritto di dettar legge (e CHE legge) dove non potrebbe assolutamente farlo.
Potrei tranquillamente infilarmi in una bella tirata sulla tradizione europea di libertà e rispetto, ma finirei certamente per essere sgradevole.
E io non voglio essere sgradevole, perchè già altre volte ho detto la mia su questo enorme problema dell’islam fondamentalista e finiva sempre che mi infuriavo e che la gente mi lasciava banali commenti in cui mi accusava di essere razzista.
Io dico solo che bisogna capire qual’è il limite tra un sistema politico democratico ed un sistema politico suicida. Noi siamo suicidi se acconsentiamo a queste persone di dirci su cosa possiamo ironizzare e su cosa no, di cosa possiamo parlare e di cosa no.
Non so voi, ma io se trovo qualcosa che mi offende su un giornale apro outlook e scrivo una bella email al direttore palesando il mio malumore, non è che assalto la redazione con un kalashnikov.
 
Io penso che la nostra società consumista abbia un sacco di falle, migliaia di contraddizioni orribili, ma abbiamo anche una cultura di cui andare fieri e da difendere. Ho molto rispetto degli altri, ho scelto una facoltà dove non faccio altro che studiare la storia altrui, ma non permetto a paesi in cui le donne vengono lapidate per adulterio di dirmi cosa pubblicare su un giornale.

Comunque il disegno del più famoso vignettista francese apparsa oggi su Le Monde, dove una mano scrive mille volte "non devo disegnare maometto, non devo disegnare maometto" finendo per disegnarlo comunque, parla più di cento parole.

Il consiglio web della settimana è per un sito segnalato da Vanity Fair (che è come dire La Bibbia): http://www.myheritage.com/ , per farsi due risate e scoprire insospettabili somiglianze con qualche vip.
Basta registrarsi (ci vuole mezzo minuto), scegliere una propria foto di primo piano, caricarla e attendere l’autorevole responso.
Il mio tentativo mi ha dato molte soddisfazioni: pare che io sia l’erede assoluta di Greta Garbo e che il mio corrispettivo maschile sia Joaquin Phoenix.
Ma come ho fatto a non accorgermene prima d’ora???   (Mmmmmmm……)
Se qualcuno lo prova mi lasci un commento che sono curiosa.