tipo duemilasedici.

we’re all the way – eric clapton

Da quanto tempo non scrivo? Potrebbero essere sei mesi, o forse persino un milione di anni. Ho tentato molte volte di farlo, ma non ero attenta e non avevo tempo, o forse, più onestamente le cose vanno troppo bene perché io abbia necessità di scrivere.

Perché scrivere, almeno per me, è sempre stata soprattutto una necessità. Ho scritto qui sopra per più di un decennio, e l’ho fatto soprattutto quando qualcosa dentro di me urlava in disaccordo con l’esterno, o quando accadevano cose grandiose che non potevo raccontare a nessuno, o quando semplicemente desideravo che accadessero e non osavo dirlo. Quando mi capita di leggere le parole della personcina giovane che sono stata un tempo, provo una profonda tenerezza. Ero ingenua, sciocchina, e tastavo il mondo a modo mio, ma per fortuna avevo coraggio (o incoscienza o intuito, uno dei tre a scelta).

Oggi ogni cosa è allineata perfettamente, non ho niente da chiedere, non ho nient’altro a cui ambire se non che tutto resti immutato nei secoli dei secoli. Ecco perché non scrivo, ed ecco perché ho poco coraggio, oggi. Quando si ha tutto, si ha paura di perdere tutto, legge semplicissima quanto crudele.

È stato un autunno clemente, fatto di poca pioggia e tanti cieli azzurri. Ci ha lasciati il piccolo Scric, che ora riposa nel giardino sotto ad una primula fuxia. Ci sono stati innumerevoli giorni di risvegli faticosi e lavoro, ma anche viaggi splendidi e tanta pace qui in casa, questa casa amatissima in cui passiamo il terzo inverno da “famiglia”. Il tempo non fa altro che volare, e stiamo talmente bene che a volte perdo la percezione di dove finisce A. e dove comincio io, come un innesto di quelli riusciti bene, dove ogni pianta resta quello che è ma diventa anche una cosa nuova e tutta speciale, che non è né solo l’uno né solo l’altro..

Intanto il duemilasedici è iniziato ad un concerto dei Clap Your hands Say Yeah, in una piccola rumorosa sala concerti di Brooklyn, e vorrei tantissimo che il resto dell’anno somigliasse a questo inizio così nostro.

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2 thoughts on “tipo duemilasedici.

  1. emanuela

    ti leggevo (sempre) almeno cinque o sei anni fa. ho smesso di farlo quando io per prima ho smesso di scrivere. non so come oggi io sia tornata a cercare questa pagina, ma è stata una gioia leggere che stai (state) tanto bene. un abbraccio.

    Reply
    1. Elisa Post author

      Ciao Emanuela! Perdonami se leggo solo ora! Come vedi anche io ormai scrivo davvero poco, però questo resta per me un posto speciale, a cui devo molte cose. Grazie di essere passata di nuovo, e grazie di avermi scritto… ti abbraccio forte

      Reply

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