Monthly Archives: July 2005

Chiuso per ferie

La valigia è aperta sul letto, piena, stracolma di cose che non metterò mai.  Fin che non l’ho vista lì, pronta per essere chiusa, non ho realizzato per davvero che parto stanotte.
E ora panico. Panico di sentire troppo la sua mancanza, di trovarmi a piagnucolare come una scema maledicendo di non esser rimasta a casa.
Per ingannare il dispiacere faccio l’appello delle cose piu’ essenziali: l‘iPod rosa, gli occhiali da sole, i costumi, il libro di diritto pubblico, un quaderno, il telefono.
Lascio il mio amato blog in balia dei miei estimatori e soprattutto estimatrici rinsecchite, e spero anche di gente normale.
Non so se riuscirò a scrivere qualcosa dalla mia sede marittima, in ogni caso  buone vacanze a tutti voi!!!

dell'ultimo venerdi bolognese

Ieri sera il caldo atroce della città deve aver portato tutta la Giovine Bologna che non era andata agli happy hours troppo trendy di Marina di Ravenna, a Cà dè Mandorli, la cui fortunata posizione geografica campagnola e l’assetto outdoor  consentono un mInimo di refrigerio.
Quindi macchine parcheggiate ovunque persino nei campi vicini, folla di gente pazzesca, musica abbastanza pietosa ma tollerabile, e file kilometriche al bar per essere tra i fortunati vincitori di un cocktail a 6 euro! Inoltre cielo stellato e temperatura atlantica genere Miami Beach.
Una bella serata davvero, col ricciolino, micky, l’ilaria, e un arrivo in nottata di luis sufficientemente ubriaco.
Sono tornata a casa alle 3 circa, rischiando di addormentarmi alla guida con conseguenze certamente non belle, ma felice.
L’Ilaria mi ha fatto una proposta di vacanza low cost all’Isola d’Elba davvero invitante, e penso che potrei andarci davvero. I soldi li ho, e la voglia anche.
Sono i miei ultimi giorni a Bulàgna City, ma non mi va di pensarci troppo sennò mi intristisco e inondo il ricciolino di "E se poi…" assurdi e malaugurati che finiscono sempre con me e lui che ci lasciamo a causa di una ridicola separazione di 15 giorni. Troppo melodrammatico, meglio pensare agli effetti benefici dello iodio per il mio organismo, al bellissimo mare di Palinuro, alla pace karmica della vacanza. 

del donare

Stamattina insieme a vanity fair e alle solite scemenze nella buchetta ho trovato una lettera dell’AIDO.
La aspettavo da un po’, dentro c’era la mia tesserina, quella da mettere nel portafoglio e che ha pieno valore legale.
Ho ventanni e alla morte penso in modo superficiale, come d’una cosa astratta e su cui non indagare troppo, una cosa dolorosa ma lontana.
Ci penso quando qualcuno rischia di uccidermi in motorino, o  quando vado a ritirare gli esami del sangue e non voglio avere brutte notizie.
Ci penso un attimo, come un brivido, ma non ho paura. Sarà incoscienza, o i ventanni, ma ho paura solo per come si sentirebbero i miei genitori, i nonni, la Polpetta, il ricciolino.
Però insomma, se mi succedesse mai qualcosa, io cosa avrei combinato di rilevante?
Non troppo, diciamocelo pure. Niente libri generazionali con milioni di lettori, niente vite salvate, non so neanche suonare il flauto…insomma, uno schifo.
Mi son detta che in fondo se morissi potrebbe capitare di essere utile a qualcuno, magari qualcuno che sa suonare il pianoforte, o che farà dei figli, o semplicemente vorrà bene a persone, le amerà. Mi fa meraviglia il mio cuore dentro qualcun’altro, il mio fegatuccio su un bambino, i miei reni su un rapinatore…
Son contenta di avere quella tesserina in tasca, non è giusto che un genitore debba prendere una decisione cosi’.

E comunque, Tiè!


 

luglio col bene che ti voglio…

Sono migliore del solito in questi giorni.
Fine delle nevrosi da esame, e della crisi del secondo anno (universitario), e di nuovo sorrisoni, i sogni confusi a cui sono tanto affezionata, e serate tra scandellara e cade guardardo l’Ila e Gigi che ballano sudamericano, ovviamente standosene sdraiati sui cuscini morbidi delle casette di paglia legno.
A al pomeriggio passeggiate al parco dei cedri col bellino per mano e la Polpetta che arranca dietro sbavando gelosa, e bacini a tre da far schifo.
Tutto questo scenario paradisiaco verrà interrotto tra pochi giorni con l’addio al ricciolino, e anche se sono rincuorata dalla conveniente tariffa telefonica Wind NOI DUE attivata reciprocamente oggi pomeriggio dopo ore di consultazioni, ho paura di come mi sentirò persa.
Diciamo che avrò molto tempo per giocare a sudoku, abbronzarmi, e leggere gossip della peggior specie…Mmmm…
Ora doccia con shampoo alla fragola e poi scandella.

d'un film meraviglioso e delle felicità

Che bello che c’è il ricciolino al mondo.
Penso a quando ripondo al telefono e dall’altra parte c’è lui che senza neanche dire ciao attacca con una canzoncina creata appositamente per me, dove io sono sempre bellina, bravina e reginetta del suo cuor.
D’altronde mi chiedo quante volte capiti nella vita di trovare una persona che ti voglia bene al punto da cantarti la ninna nanna mentre ti addormenti, o di inventare fiabe piene di animaletti rosa e bambi solo per farti fare un sorrisetto.
Ci sono ancora pochi giorni alla mia partenza e so che mi mancherà terribilmente. Rimpiangerò di aver desiderato il mare, e dopo qualche telefonata mi verrà da piangere. Lo so perchè mi conosco. Guarderò le stelle cadenti in spiaggia, e mi verrà una tristezza infinita, ma sarà bello dopo.

Intanto fingo che non si avvicini nessuna partenza e mi occupo di sciocchezze. 
E’ arrivato ache l’ultimo pacchetto-eBay da hong kong e anche se il tipetto che me l’ha mandato si era scordato una piccolezza come il nome del destinatario, il postino non ha avuto dubbi su chi fosse la cretina che lo attendeva. Che vergogna.
Stanotte sono tornata a casa mentre iniziavano i titoli di un film di Antonioni, Il Grido, veramente stupendo, vero, ambientato in questa pianura padana tutta nebbie campi e Pò, fredda, sabbiosa e solitaria, difficile. La pianura che conosco benissimo da sempre. attaccata al suo fiume, ricca di personaggi semplici dalle vite ugualmente curiose: una benzinaia smaliziata, una prostituta, gli operai di uno zuccherificio, una bambina trascinata in qua e in là, un uomo impazzito d’amore.
Un film triste all’inverosimile, probabilmente angosciante, roba da suicidio post-visione, ma non mi è riuscito di staccare gli occhi da quel bianco e nero grondante malinconia e amarezza, un capolavoro come non se ne faranno mai più perchè non è artefatto, è ricercato senza sembrarlo, e reale. Nessun dialogo impossibile, solo frasi, risposte scarne, silenzi.

La campana della chiesa suona le otto, l’Ave Maria dolcissimo di Shubert entra dalla finestra, si diffonde ovunque e mi ricorda le centomila sere d’estate delle mia infanzia.
Sto bene e sapere che stasera ho appuntamento alle dieci con lui mi basta.

d'una scampagnata bagnata

Il tempo del pomeriggio non prometteva granchè ma i nostri eroi (ciamby, ricciolino, luis, frio, ivan e mètiù) hanno avuto la bella idea di andare in spedizione al Parco dei Gessi, in cima alla Croara.
Il parco in questione domina Bologna, è fatto di depositi gessosi, di vegetazione meditterranea, e alterna calanchi aridi a boschetti fitti fitti.
Siamo arrivati e la sottoscritta era in infradito, ma ciò non è servito ad evitare una arrampicata tra arbusti pungenti e vipere fameliche.
Il ricciolino tirava picconate agli accumuli di gesso e se li studiava tutto emozionato, gli altri cercavano more ancora troppo acerbe e io mi guardavo intorno circospetta per sgamare vipere assassine pronte a mordere le mie cosciotte tenere.
Siamo stati un po’ lassù, dispersi in mezzo al bosco, poi ha cominciato a piovigginare e siamo scappati, ma è stata una ficata! E mentre tornavo giù a valle in motorino, con la pioggia che mi incollava la frangetta alla fronte, facevo le curve a radicchio e canticchiavo felice.

ancora.

Stanotte quando sono rientrata ho acceso la televisione. Ho visto quel che era successo in Egitto e ho pensato a come vivremo se li lasciamo fare. Questi pazzi non vendicano nessuno, non rappresentano nessuno. Sono solo dei fanatici senza freni, col pensiero fisso che loro sono eletti e che noi dobbiamo morire tutti.
Noi occidentali, i loro connazionali in fila per arruolarsi nella polizia locale, i bambini che chiedono caramelle ai marines, le donne libere e indipendenti, i luoghi di divertimento.
Penso che l’italia, nel dopoguerra, era appena uscita da una guerra civile atroce. Qualcuno era stato contento dell’arrivo degli americani, qualcuno per niente. Era morta tanta gente, le case erano state distrutte soprattutto dai cosiddetti alleati.
In quei giorni l’Italia firmò un patto virtuale che ci ha tenuti legati agli Stati Uniti e che ancora oggi ci limita e ci obbliga.
C i sarebbero parecchie cose per cui molti italiani non avrebbero dovuto essere contenti della "liberazione". Tutti i fascisti, i repubblichini, e tutta la gente a cui i bombardamenti uccisero familiari e amici.
Però non mi pare che qualcuno di questi si sia fatto esplodere nella metrò di new york, o all’ambasciata usa.
Non è una questione di vendetta, quella dei terroristi. A loro non frega niente della liberazione del loro paese anche perchè per lo più sono giordani, siriani, inglesi, e senza problemi ammazzano 40 loro connazionali. Non è come l’IRA, o l’ETA.
E’ una questione di fondamentalismo, di folle disegno distruttivo di un sistema che odiano e vogliono vedere annientato.
Quando lo capiremo sarà sempre troppo tardi.