Monthly Archives: August 2006

le candeline e l'estate

Il senso del dovere mi impone di aggiornare il blog con gli eventi significativi di questi giorni, anche se l’aggettivo significativi puo’ a ragione risultare spropositato.
La faccenda piu’ seria è l’avvicinarsi del mio compleanno, perchè fin da quando ho il lume della ragione lo spegnimento delle mie candeline significa irrimediabilmente la fine dell’estate, dei sollazzi, dei giochi da maschiaccio in giardino, delle giornate di sole.
Però nonostante la fine di tutte queste cose meravigliose, il mio compleanno ha sempre significato anche il ritorno ad una vita scolastica che non mi è mai dispiaciuta.
Anche adesso se penso che l’estate sta finendo provo un misto di rammarico e sollievo, e una gran voglia di riabbracciare Sara Claudia Matteo e tutti quanti.
Mi mancano i caffè amari di mezza mattina, le chiacchere nel cortile, le corse disperate in motorino per non arrivare tardi a lezione, e perfino il serial Killer dell’università e il busto di Dubcek del giardino.

Nel frattempo ripeto alla disperazione verbi irregolari spagnoli (tra l’altro con risultati dubbi), guardo un sacco di televisione notturna, bevo frappè alla fragola, esco la sera, sfoglio giornaletti scandalistici della peggior specie e leggo L’amore ai tempi del colera di Marquez.
A guardar bene, è uno stile di vita IDEALE.

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prima della pioggia

Dopo qualche giorno di mare sono tornata nell’amata città semideserta, ho trovato le mie piantine di basilico un po’ ingiallite per la troppa pioggia e sono stata contenta di varcare la porta della mia camera.
Eppure questi pochi giorni mi sono serviti e sono stati belli. Ho fatto lunghe passeggiate sulla spiaggia con la cagnina , sonnecchiato al sole, gironzolato in bicicletta sul lungomare con la Polpetta nel cestino, scattato foto agli inaspettati tramonti romagnoli, e ho persino incontrato Raffa nel posto piu’ impensabile.

Ormai e’ qualche giorno che sono a Bologna e sento sempre più forte l’impressione netta che questo sia un periodo di attesa, uno strano periodo di transizione, e per essere più precisa io mi sento come sospesa nel vuoto…ma non è sgradevole come sembra, anzi.
Mi ricorda quell’attimo di rumoroso silenzio che precede la pioggia, quando si vede che STA PER ma ancora non succede.
In quel momento chiunque potrebbe capire che pioverà ad attimi ma ancora non cade una goccia.
Ecco mi sento cosi, sospesa, in attesa, ma tranquilla.
 

Ha piovuto e ora il cielo è bellissimo, azzurro cupo, macchiato da cotonose nuvole viola fumè.
Mi sono accorta che non scrivo da secoli, forse millenni, ma avevo poco da dire e quel poco l’avrei detto male quindi meglio ascoltare No distance left to run dei Blur e saggiamente tacere.
Sto passando questa prima parte d’estate nel modo piu’ tranquillo possibile, come se l’ora della colazione si protraesse fino a sera.
Tra pochi giorni parto e vivro’ una versione marittima di questa pace cosmica.
La Polpetta sta bene, io sto bene, tutto è estemporaneo come il cielo che vedo ora fuori dalla mia finestra.